Non potevamo non interpellare la presentatrice della 32° Rassegna corale “Città di Laives”. E all’idea di proporre un articolo diverso, Mara Da Roit, ha voluto esprimere le sue sensazioni, che qui in seguito riportiamo con molto piacere.

“Che serata, quella dedicata alla 32^ Rassegna corale Città di Laives! Direi splendida sotto tutti i punti di vista. Tre cori bravissimi e motivati, platea gremita, e una partecipazione del pubblico altissima, sicuramente superiore alla media in termini di coinvolgimento.
Tra i tanti momenti ricordo in particolare quello in cui – mentre mi trovavo nel back-stage, col solo ritorno acustico – il Coro Monti Pallidi ha terminato di cantare in sardo “Nanneddu Meu”: beh, ho “temuto” che venisse giù il teatro … fra il lunghissimo applauso, le urla entusiastiche, il tam-tam di piedi battuti a terra. Mi sono perfino commossa, e sono stata sinceramente felice per Paolo, per Alfredo, per tutti i coristi del Monti Pallidi. Ho anche pensato, ben sapendo dell’impegno pazzesco che sta dietro alle loro esibizioni -  che la dedizione paga.
Nell’insieme per me è stata un’esperienza intensa, certamente non priva di difficoltà, fra i mille aspetti da tenere a bada, ma comunque bella e appagante.
Devo anche dire che, trovandomi a lavorare con tanti uomini (saranno stati un centinaio, e io sola soletta … – se si eccettua Cristina che introduceva il coro fassano) ho potuto prendere atto di un grande spirito collaborativo, ben lontano da cliché scontati. Infatti si è creata una bella sinergia iniziata già prima dello spettacolo, in fase preparatoria; e una volta di più (non era il primo concerto di cori maschili che presentavo), mi sono sentita ben accetta, e non la classica donna fuori dal contesto. Di questo sono grata di cuore a tutti i coristi e ai direttori dei tre cori.
Vorrei aggiungere, come mia riflessione personale, che questo concerto ha rafforzato la mia convinzione circa il valore del canto corale d’ispirazione popolare. In un’epoca fatta molto di apparenze, e spesso di ricerca dei “messaggi ad effetto”, ma perlopiù effimeri e vuoti, ringraziamo il cielo che esista ancora questa forma di comunicazione e di cultura.
E una parola vorrei spenderla per i giovani: ce n’erano diversi, sabato sera, sul palcoscenico. Erano lì: non davanti a un video-game o alla televisione, in attesa di andare in discoteca. Tutta la mia ammirazione per questi ragazzi che col loro impegno (penso anche alle prove, alle trasferte …) portano un messaggio importante ai loro coetanei e alla società.
Un caro saluto.”

(Mara Da Roit, presentatrice)


Morena Ruscitti

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Categorie: I concerti, In evidenza

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